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Età che HAI, “RITOCCHINO” che VUOI!

Età che hai, “ritocchino” che vuoi! “I principali interventi di chirurgia plastica maschile si suddividono in base alle fasce di età”; a sostenerlo è il Prof. Francesco D’Andrea: presidente della Società italiana chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. I giovani puntano sulla rinoplastica (naso), la correzione di orecchie a sventola (otoplastica) e la riduzione di un aumento anomalo del seno (ginecomastia). I più âgé, invece, si affidano ai trattamenti di medicina estetica volti a correggere i segni dell’avanzare dell’età come il botulino o i filler e alla chirurgia per la correzione di palpebre cadenti (blfaroplastica) e la correzione di un viso rilassato con metodiche innovative e mini invasive come il minilifting”. 

L’esperto invita tutti ad affidarsi a dei veri professionisti e non farsi imbrogliare da ciarlatani che operano senza avere le adeguate competenze. In merito l’uomo afferma: “Circa il 30% delle nostre attività è volto a correggere le prestazioni eseguite in maniera improvvisata da medici non specialisti e non sempre sono di facile soluzione. La tipologia di queste complicanze è varia e può essere legata a trattamenti mini invasivi di medicina estetica o rientrare nell’ambito della chirurgia plastica”. 

Gli interventi più richiesti al Prof. Pietro Lorenzetti

Abbiamo domandato al Prof. Pietro Lorenzetti, tra i più importanti esperti di chirurgia plastica e medicina estetica in Italia, quali sono gli interventi di chirurgia plastica richiesti più frequentemente dagli uomini?

“Generalmente l’uomo si rivolge al chirurgo plastico perché desidera un naso più armonioso, un volto ringiovanito, un infoltimento dei capelli, un addome o un torace più tonico e per aumentare, mediante l’impianto di protesi, il volume di alcune parti del corpo come gli zigomi o i polpacci”.

Età che hai, “ritocchino” che vuoi!   

I dati internazionali

Secondo i dati forniti dall’Isaps (Internationa Society of Aesthetic plastic Surgery), negli ultimi 18 anni, il numero dei pazienti di sesso maschile è cresciuto del 250%.

Il fenomeno ha investito anche l’Italia: in questa classifica il nostro Paese si posiziona al quinto posto; collocandosi subito dopo gli Stati Uniti, la Cina, il Brasile ed il Giappone.

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